| Lo Sport ostaggio della politica |
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tratto da PrimaDaNoi.it Piovono grane sui giochi del Mediterraneo ormai sempre più vicini. A farla da padrona non sono ancora i risultati sportivi delle gare ma polemiche e ritardi. Oggi è arrivata infatti la notizia che i Giochi del Mediterraneo interesseranno, per una disciplina, anche l'Umbria. Il Commissario straordinario, Mario Pescante, ha infatti giudicato inadeguato il lago di Bomba, in provincia di Chieti per la disputa delle gare di canottaggio, annunciando che queste si disputeranno al lago di Piediluco (Terni), distante 177 chilometri dal villaggio degli atleti a Chieti. «Sono contrario alle cattedrali nel deserto - ha detto a margine del congresso dell'Ussi -. Il lago di Bomba è sicuramente un bel sito turistico, ma non è sicuramente adatto ad una manifestazione sportiva. Posso quindi dire con quasi assoluta certezza che le gare si disputeranno altrove, non è escluso che si possa ricorrere al lago di Piediluco». La dichiarazione non è stata commentata dal direttore generale dei Giochi, Mario Di Marco, il quale ha detto: «Ogni decisione è di competenza del Commissario». Sui lavori al villaggio olimpico di Chieti, Pescante ha ribadito:«il grande afflusso di atleti ha creato qualche problema, ma le situazioni alternative che abbiamo pensato per la sistemazione degli atleti in eccesso sono tutte valide». C’è poi da giorni un’altra polemica che nulla ha a che fare con lo sport e riguarda l’esclusione di Israele dai Giochi. « L'ammissione di Israele e Palestina ai Giochi del Mediterraneo é una questione solo politica, e lo sport è ostaggio della politica», ha aggiunto Pescante il quale, riferendosi a iniziative parlamentari sulla presunta esclusione di Israele, ha spiegato:«Si scopre dopo 60 anni che Israele non ci sarà. Ci accusano di non aver voluto i due Paesi, senza sapere che già a Bari tentammo di farli ammettere, ma non fu possibile perché ai voti il Comitato generale dei 23 Paesi membri del Cijm non fu unanime». «Bisogna capire - ha proseguito Pescante -, ma si fa solo finta di non capire che la questione è solo politica. Invece si continua (lo fa soprattutto la politica di destra e di sinistra per opposte ragioni) a dire che è il Comitato a non volere questa ammissione. Bugie vergognose. La verità è una sola: lo sport è ostaggio della politica. E non è la prima volta. Ci sono ragioni politiche dietro quello che accade anche in merito alla partecipazione ai Giochi di Palestina e Israele». Pescante ha poi ricordato che da quindici anni lui e il presidente del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo (Cijm), l'algerino Amar Addadi, stanno «lottando per riunire tutti i Paesi dell'area mediterranea dietro una sola bandiera». Ma ciò - ha sostenuto Pescante -«non è stato possibile per motivazioni che vanno oltre lo sport. Basti guardare quello che è successo nelle ultime ore in Pakistan alla nazionale di cricket in Pakistan». «Non siamo disposti - ha concluso il Commissario di Pescara 2009 - ad accettare ricatti dalla politica. Scaricare responsabilità della politica sullo sport è vergognoso» Ed è stata una giornata di confessioni a “cuore aperto” così come l’ammissione che lo slogan dei Giochi è stato intenzionalmente copiato dai cinesi. «E' stato copiato dai cinesi», ha confermato Pescante, « lo slogan "Un solo mare, un unico sogno" dei XVI Giochi del Mediterraneo è copiato: loro ci copiano tutto - ha detto Pescante -. Una volta tanto siamo stati noi a copiare loro». |







