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Sabato 11 settembre a cura della Corale Monte Camicia, con la collaborazione delle sezioni cittadine dell’A.N.A. e del C.A.I., si è svolta, presso la chiesa della S.S. Annunziata, la rassegna corale “Memorial Vincenzo Nobilio” nel 10° anniversario della morte. Mi incontro in Piazza alle 18:00 con Antonio e Maurizio per assistervi. Hanno partecipato, oltre alla Corale "Monte Camicia", il Coro “La Ceseta” di Sandigliano e il Coro “Stella del Gran Sasso” di Isola del Gran Sasso. Lungo il corso incontro Biagio… Biagino, figlio di Vincenzo e scendiamo insieme. È stata una commemorazione bella e toccante. Io, personalmente, non ho avuto il piacere di conoscere Vincenzo, essendo entrato nel CAI, l’anno successivo alla sua morte, lo ricordo però a Campo Imperatore spesso, quando da ragazzo andavo per le nostre belle montagne accompagnato da mio padre. Quel signore allegro e festaiolo lo ricordo bene. Tante volte di ritorno dalle nostre passeggiate nel mese di agosto ci fermavamo a fare uno spuntino da Tonino o da Fiore e tra le tavolate più numerose e allegre la figura di Vincenzo si notava. Entriamo in chiesa, saluto Massimo ed Emidio. Poco dopo ho il piacere di salutare Franco che non vedevo da un po’.
Il sottofondo bellissimo delle canzoni di montagna mi fa pensare proprio al potere aggregante che certe persone hanno, alla loro capacità di attirare l’attenzione e di pilotarla verso qualcosa di positivo. Dai racconti che ho ascoltato deduco che Vincenzo era una di queste. Ecco che entra Luciano, cenno d’intesa…. E ho pensato all’importanza delle Associazioni e degli strani e forti rapporti che si creano tra le persone che le compongono. L’Associazione è la forma più nobile e spontanea di aggregazione. Tra le tante persone che partecipano al Memorial Vincenzo Nobilio ce ne sono tante che conosco, di cui so l’appartenenza e il modo di pensare, molte con le quali ho avuto divergenze e scontri, altre con le quali non ho avuto granchè da dire, altre che mai oltre il saluto. Intanto Edoardo dall’ingresso mi saluta.
Le canzoni continuano e c’è un pensiero che inizia a ronzarmi in testa che non riesco ad afferrare. Qualcosa legato al senso più vero dello stare insieme. La corale Monte Camicia intanto finisce la sua esibizione e lascia, da buon ospite, il giusto spazio al Coro “Stella del Gran Sasso”. I miei pensieri intanto continuano a sfuggirmi; che cosa queste canzoni e questa commemorazione vogliono dirmi? Cosa sto cercando di afferrare? L’esibizione degli Isolani sta per terminare. Chiedono di poter eseguire una canzone che non ascoltavo da tanto tempo: Amici Miei. Sono ancora assorto… ecco in fondo alla chiesa Paolo. Poi attaccano e la mente immediatamente si schiarisce… finalmente capisco. In mezzo alla folla li guardo e si illuminano i volti degli amici, dei tanti con i quali da anni ormai condividiamo battaglie, vittorie e sconfitte… giro la testa, è come un albero di Natale che si illumina… Antonio, Maurizio, Paolo, ecco Luciano; il suono cresce, ancora in fondo si illumina Biagio e dietro l’altare si accendono i volti di Massimo e di Emidio, ecco la chiave di lettura del mio pensiero…ecco il bello di far parte di un'Associazione...esiste, al suo interno, una rete di rapporti luminosa, un flusso di energia che scorre tra la gente che ci guida a ritrovare un volto familiare, una persona cara, in una parola che ci porta a trovare un Amico. Dentro le associazioni si creano in maniera speciale rapporti umani che durano per sempre, e poco importa la casacca, CAI, Corale, Vertigo, le associazioni sono contenitori fatti di uomini. È questa l’essenza magica delle Associazioni, ognuno ci trova qualcuno che è diverso dagli altri, qualcuno che è a propria misura. Noi membri di tante Associazioni lo sappiamo bene. Ognuno dei partecipanti l’altra sera alla commemorazione di Vincenzo avrà trovato la sua rete di Amici tra le persone, ognuno avrà sentito il suo flusso, avrà ritrovato i volti eletti. Con questo pensiero mi va di pensare a Vincenzo; una persona che doveva essere un polo di energia. Un grande catalizzatore per l’Associazione che lui amava e per cui si è speso tanto: Il CAI di Penne. Nel suo insegnamento noi Amici dobbiamo continuare su quella strada.
Matteo Rossi
 
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